Che cosa è Areté ?

Abbiamo definito il  logo

arete-logo1

 

per identificare con esso un concetto base di massima qualità o virtù, riferendoci alla parola greca

ἀρετή  ( areté )

“che in origine significava la capacità di qualsiasi cosa, animale o persona di assolvere bene il proprio compito: così c’è un’a. dell’arco, un’a. del cavallo ecc. Di qui il successivo accostamento al tema semantico del latino virtus (questa infatti non è che l’a. del vir, la bravura dell’‘eroe’) per designare il valore spirituale e la bravura morale dell’uomo”  ( voce dell’ Enciclopedia Treccani ).

Vogliamo con questo identificare e definire un concetto nuovo, stabilendo un rapporto tra la “qualità” di un oggetto qualsiasi e la qualità ( o virtù ) di un lavoro umano “ben fatto” , per poterlo applicare a qualsiasi tipo o genere di azione umana, relativa ad un ‘opera in qualsiasi campo , della tecnologia, della scienza o delle relazioni sociali .

La necessità di definire il significato  generale che vogliamo attribuire al concetto di  areté  ( e quindi al nostro logo ) nasce dalla necessità di dare una risposta a queste tre domande incrociate :

  1. CHE COSA CONTRADDISTINGUE UN LAVORO “BEN FATTO”  E CON DETERMINATE QUALITÀ DAL SUO CONTRARIO ?
  2. CHE RAPPORTO CON LA  TRADIZIONE DEVE AVERE UN’ OPERA ,PER POTER ESSERE CONSIDERATA “NUOVA”?
  3. IN CHE RAPPORTO STA  L’ IDEA DI “NATURA” ( “naturale” ) CON IL CONCETTO DI QUALITÀ DI UN LAVORO UMANO ?

Oggi la cosa più comune cui assistiamo nell’ informazione e nella pubblicistica è la banalizzazione dei concetti e il loro utilizzo generico, applicato a cose o situazioni diverse, tale per cui  sembra basti evocare dei significati per attribuire realtà alle cose.
Nuovo, naturale e sostenibile sono tre concetti tra i più banalizzati oggi, ed usati per vendere qualsiasi cosa. Aggiungiamoci il concetto di bio(logico)ed abbiamo il quadro di una società che, con il mito del cambiamento ,cerca di proporre da un lato il ritorno alla “natura” e dall’ altro l’ assoluta ed unica validità del “nuovo”. Una società dove la diffusione di un “pensiero unico” è andata di pari passo con la sparizione della storia ( la “fine della storia” celebrata insieme alla “morte delle ideologie” ) che ha favorito così l’ azzeramento del valore di qualsiasi“tradizione”. Un prodotto “vale” solo nella misura in cui sia “nuovo” , ma anche “naturale”!
All’ interno di questo quadro , se ci confrontiamo con problemi concreti come si può fare in edilizia, vediamo che sono stati costruiti falsi miti e illusiorie soluzioni “ecologiche” , banalizzando concetti e spacciando per prodotti o lavori di qualità cose che della qualità hanno solo il nome.

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